I Guggenheim | 1

Una famiglia 'straordinaria'

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organizzato da Università Popolare Como Auser

Descrizione Evento

Giovedì 8 gennaio

Giorgio Guggenheim

Cugino della più famosa Peggy, aveva sposato la zia del padre del relatore che gli ha riportato quanto lui stesso gli aveva narrato della sua vita, dei suoi tanti moti, incontri, confronti.

Scriveva di lui il Giornale dell’Emilia, poi Il Resto del Carlino: “Venuto giovanissimo a Bologna a frequentarvi l’università, non si mosse mai più dalla nostra città e volle essere considerato nostro concittadino. E Bologna lo ripagò di questo devoto amore accogliendolo nei circoli, nelle case e nei salotti dove la sua cultura, la sua gentilezza e la sua bontà furono riconosciute e apprezzate”. Divenne “una figura tipica della vecchia Bologna, una figura di gentiluomo e di finissimo cultore delle lettere”.

La conferenza si svilupperà come una passeggiata culturale fra Venezia, Bologna, Parigi ed altri luoghi vissuti da Giorgio Guggenheim in modo sinestetico, cioè fra musica, arte e letteratura.

A cura di Massimo Baviera


Giovedì 15 gennaio

Peggy Guggenheim

È indubbio che Venezia sia un grande palcoscenico, ma vi è stata una donna che nel 1947, scegliendo Ca’ Venier dei Leoni come sua residenza, vi si è mossa da protagonista lasciando un segno indelebile. Parliamo di Peggy Guggenheim, musa dei Surrealisti che le insegnarono a valorizzare la sua intelligenza e il suo fascino e a trasformare i suoi difetti, lei che non si era mai sentita bella, in qualità. Capricciosa, istintiva, spregiudicata, umorale con una costante insoddisfazione di non riuscire a nutrire il suo gusto artistico, divenne gallerista a New York, Londra e Parigi, scopritrice di talenti, sostenitrice di artisti, appassionata lettrice, gelosissima della sua biblioteca; la sua casa era anche un salotto letterario dove si potevano incontrare i più importanti scrittori del tempo. Per non parlare della sua innata eleganza che la morte del padre quando aveva solo quattordici anni, i suoi tempestosi rapporti con mariti e amanti, tragici lutti, la rocambolesca fuga dalla Francia occupata dai Nazisti e, dopo lunghe peregrinazioni, la difficile scelta di dove lasciare la sua collezione. Decisione molto sofferta ma a condizioni ben precise, che restasse in Italia, unica ed indivisibile, a Palazzo Venier dei Leoni dove nulla doveva essere cambiato. Fu così che nel 1976 Peggy lasciò la gestione della collezione alla fondazione newyorkese dello zio Solomon Guggenheim che però deviò profondamente dalla linea segnata dalla sua creatrice. Questa conferenza intende ricostruire il pensiero e l’atmosfera della casa di una donna straordinaria e appassionata che faceva sempre tutto con un pizzico di ironia.

A cura di Rosabianca Mascetti

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